L’interpretazione adolescente del Cyberspazio

Via al primo incontro con i ragazzi della III media dell’Istituto Comprensivo Calderini Tuccimei di Acilia!

Dopo un primo incontro con gli insegnanti, in cui sono state illustrate le attività dei laboratori e i principali obiettivi degli stessi,  siamo finalmente partiti con i primi laboratori rivolti ai ragazzi. Abbiamo lavorato con due gruppi classe di III media dell’Istituto Calderini-Tuccimei in un clima di condivisione e curiosità reciproca molto piacevole.


Il primo incontro, volto soprattutto arompere il ghiaccio e a creare un clima di fiduciosa condivisione di idee, ha preso il via con l’organizzazione dello spazio e le presentazioni: seduti in circolo i ragazzi si sono presentati attraverso le parole dei loro compagni e insieme abbiamo potuto cominciare a riflettere su alcune parole (tecnologia, social network, videogiochi, connessioni internet, smartphone) e sul significato che loro stessi attribuiscono a tali concetti.


In poco tempo siamo stati piacevolmente tutti coinvolti in una animata discussione su temi che i ragazzi stessi ritengono importanti per loro: accessibilità alle piattaforme online, rischi e vantaggi associati; differenza tra le relazioni online e offline; identità digitali e furti d’identità; differenze generazionali e condivisione dei social con i propri genitori… sino a toccare temi sempre più delicati, quali il cyber bullismo o la Blue Whale Challange.


Nello stesso clima propositivo abbiamo proposto ai ragazzi un’attività che chiamiamo: “Cosa accade se…”. I ragazzi, sempre seduti in circolo, hanno pescato di volta in volta alcuni cartoncini in cui viene espressa una vignetta che ritrae personaggi in situazioni che hanno a che fare con tecnologie e cyberspazio e sono stati invitati a immaginare le conseguenze e le emozioni che si possono generare nelle varie situazioni. L’obiettivo, raggiunto in modo molto soddisfacente, è stato quello di far emergere con maggiore chiarezza alcune tematiche delicate che interessano la loro quotidianità. Proiettando le loro esperienze su personaggi inventati i ragazzi hanno potuto liberamente esprimersi su alcune situazioni difficili da affrontare: l’esclusione da una chat di WhatsApp, un numero di visualizzazioni delle proprie storie inferiore alle aspettative, l’incontro con profili fake, il rischio di essere esposti senza filtri agli occhi degli altri e molte altre questioni che appartengono al mondo online e di come queste incidono direttamente sull’emotività e sulle scelte quotidiane.


Soddisfatti del lavoro fatto insieme, aspettiamo adesso di rincontrare i ragazzi per il secondo laboratorio in cui si tratterà più nello specifico la differenza tra identità virtuale (online) e identità reale (offline).

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